I PARAMENTI


L’insieme dei paramenti sacri del Capitolo di Mesagne e del Monastero delle Benedettine di Ostuni è una raccolta eterogenea che copre un arco cronologico che va dal XVI al XIX secolo di diverso valore e interesse. Ogni pezzo è un raccolto sulla storia, la spiritualità, le regole, i divieti, le tradizioni, il sentimento della comunità. Tonacelle, piviali, conopei da tabernacoli, pianete, veli da calice, stole, manipoli, borse, di vari tessuti: damasco, taffetas di seta, damasco broccato à  liage repris, gros de Tours moiré, seta avorio ricamato, gros de Tours liseré broccato, taffetas moiré broccato, pékin liseré ricamato. Tutti i paramenti sono di fattura meridionale con vari ordini e trame e discreto è il loro stato di conservazione. I disegni dei parati sono con maglie romboidali aperte con ai lati elementi fitomorfi o ancora con motivi fantastici e asimmetrici che si susseguono con continuità, e, come suggerisce Maria Pia Vescina, alcuni presentano forme di cornucopie con elementi florealvegetali che ricordano funghi, frutti esotici e grandi narcisi. Altri parati hanno una struttura asimmetrica di grandi dimensioni con ricca vegetazione con piante riconoscibili strutturate insieme a forme fantastiche. Infine per i parati dell’Ottocento il disegno rilevante è carico di simboli della passione e morte di Cristo, della fede, della Trinità, della promessa del Paradiso, di frutti e di uccelli.

Il Parato di oro del Capitolo è costituito da una pianeta, due tonacelle, due stole, tre manipoli, velo calice, borsa, conopeo per tabernacolo, paliotto, piviale e velo omerale ed è in Gros de Tours di seta avorio ricamato in oro. E’ di manifattura napoletana della seconda metà del XVIII secolo. L’esecuzione è a punto steso in oro e argento filati, ricci e lamellari fissati con varietà di punti di fermatura con applicazione di canutiglia e paillettes. Il disegno è stato concepito con caratteristiche diversificate per ciascun elemento dell’arredo liturgico. Motivo fondamentale è il pellicano, segno del Cristo che nell’Eucaristia si offre per la salvezza e il dono della vita eterna all’uomo. Le fodere sono in rasatello di cotone rosso per pianeta e tonacelle e colore giallo per piviale. Nella pianeta, in particolare, melagrane, gigliacee e tulipani, cornici architettoniche, lambrecchini e canestri ricolmi di grappoli d’uva e spighe sono organizzati intorno al pellicano iconograficamente rappresentato con i suoi pulcini. Sono ripresi gli stessi motivi per le due tonacelle. Nel piviale, che è bordato di un doppio smerlo a festoni includente un reticolo, le falde anteriori sono ornate da un disegno che si struttura in andamento curvilineo assemblando motivi cristiani ed eucaristici che restano alquanto slegati fra loro: foglie di acanto rastremate, una cornice mistilinea a forma di lira che accoglie un piccolo tralcio di vite, steli di rose e melagrane che muovono da specchiature. Il resto del manto è disseminato di stelle regolarmente spaziate.

Il velo omerale è bordato da tralci di vite continui, del tutto simili a quelli che fanno corona al motivo centrale del sole raggiato contenente il monogramma eucaristico (IHS). Steli fioriti scandiscono il velo nella sua lunghezza, accantonati da minuscole corolle.